MAGIA DELLE FORESTE
Grandi alberi si stagliano contro il cielo, sembra che le oro cime possano
sfiorare le nuvole. Custodi silenziosi del tempo che scorre, della
natura, del suo significato profondo nella commistione tra umano e
trascendente. Vegliano sul volo elegante degli uccelli, assicurando loro
cibo e riparo, sono sinonimo di bellezza, d'incanto, di forza e magia.
Gli antichi Celti li avevano elevati al ruolo di divinità e alla loro
forza secolare si erano ispirati, per trarne insegnamento, saggezza nel
quotidiano, nel rispetto e nella contemplazione di quanto cresce,
fiorisce e muore, per creare nuova vita.
Nell'icantamento delle foreste i Druidi celebravano la scralità dei
luoghi, ponendo gli alberi al centro dell'universo, rappresentanti della
potenza cosmica, in un alfabeto capace di creare un ponte fra
dimensioni, unendo quanto è terreno all'ultratterreno, attraverso canti,
danze e luce rarefatta nelle quiete delle foreste, fra le fronde, come nebbia di eternità.
Laura Antonelli da: www.lacicalaparla.altervista.org/lacicalaparla_007.htm





