mercoledì 4 luglio 2018

Nudi e cotti, anzi scotti!

Proliferano trasmissioni televisive dove i protagonisti compaiano totalmente svestiti o ignudi. Sin qui nulla di nuovo poiché la  nudità intesa come spettacolo è un retaggio atavico, divenuto grazie agli odierni canali di divulgazione, di sicuro grande, impatto mediatico, pur non essendo  come già detto, una novità. Tuttavia il particolare esilarante, spesso grottesco di certi programmi dove gli unici due personaggi rigorosamente maschio e femmina , - metterne di sesso identico sarebbe una iattura- vengono secondo arditi palinsesti, lasciati nudi e...  direi "cotti" se non scotti data la calura  dei luoghi scelti, di solito isole sperdute e deserte a cavarsela  privi di abiti, cibo, farmaci, ma con una telecamera che  fedelmente li segue ovunque giorno e notte, fatto che lascia presupporre  la presenza sia pure discreta, di una  troupe! E qui come si suol dire, "casca l'asino".  Se lo scopo della trasmissione è quello di far provare ai telespettatori il brivido della sopravvivenza, attraverso le vicissitudini dei due malcapitati, che dovrebbero in teoria  con mezzi di fortuna sopravvivere, per quasi un mese in condizioni più che precarie, perché monitorarli con una telecamera? Le  riprese per lo spettacolo potrebbero essere auto prodotte, quindi? Chiaramente il tutto è artefatto, si assiste al solito "reality" nemmeno tanto ben congegnato, in cui malgrado l'enunciato, l'unica cosa "nuda e cruda" restano le terga e le e tette al vento degli attori. Gli esseri umani si sa, sono curiosi  e certi programmi fanno leva proprio su tale caratteristica per raggiungere   il successo. Personalmente in una notte insonne facendo zapping, mi sono imbattuta nella trasmissione, alla quale rendo senza dubbio il merito di funzionare meglio di un sonnifero.

Laura Antonelli 
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sabato 9 giugno 2018

Poesia

Un fiore che sboccia, il canto degli uccelli, il fruscio del vento tra le fronde, l'incedere discreto della pioggia e la rugiada del primo mattino, il calore del sole sulla pelle e la struggente bellezza del tramonto. Tutto questo è poesia.

Laura Antonelli

martedì 1 maggio 2018

La bellezza di un attimo...


La bellezza di un attimo, può cancellare l'angoscia di molti gorni. Così è la vita.
 Laura Antonelli

domenica 22 aprile 2018

DISTRATTI: SPROVVEDUTI, PASTICCIONI, DECISAMENTE IRRESISTIBILI

La distrazione è cosa umana. Chi non conosce almeno un distratto? Quando poi non è vittima egli stesso di tale caratteristica. Gente che dimentica tutto, che pone una padella sul fuoco e le uova poi le rompe nel piano accanto. Individui che smarriscono ogni cosa, che regolarmente non trovano le chiavi di casa o cercano per ore gli occhiali che hanno sul naso, che inciampano, scivolano sulla classica buccia di banana... Famosissimo è l’episodio di quel compunto signore che indossata sciarpa e cappello uscì nudo di casa! O di quella simpatica professoressa presentatasi in aula con ai piedi due scarpe di colore e modello diverso. Il distratto purosangue è inossidabile, con le sue stramberie di solito mette a dura prova il sistema nervoso altrui. Sembra che i Geni ne siano afflitti in modo particolare, ma anche le persone comuni non scherzano. Tale fenomeno può tuttavia nascondere problemi emotivi come ansia, stress, depressione strisciante, stanchezza, voglia inconscia di estraniarsi dalla propria vita, insoddisfazione. Eppure c’è chi è naturalmente distratto e fiero di esserlo, in perfetta sintonia con il suo invincibile stato. Persone impegnative per il compagno, eppure affascinanti nella loro originale fragilità, che le porta a essere spesso pasticcione, in apparenza sprovvedute, sempre comunque piene di sorprese, decisamente irrinunciabili.
Laura A.