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domenica 21 maggio 2023
lunedì 20 marzo 2023
QUEL MAZZOLIN DI ASPARAGI
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| L'arte di andar per asparagi |
Si potrebbe a ragione, introdurre nelle sane pratiche in vista della buona stagione “l’arte di andar per asparagi” selvatici, senza incappare in errori vari, non ultimi quelli di raccolta.
Marzo è arrivato e con lui la primavera, accompagnata da voli, cinguettii, fioriture e gli immancabili raccoglitori di asparagi selvatici. :<<L'asparago non si estirpa, va tagliato alla base del gambo, altrimenti l'anno prossimo in quel punto non ne nasceranno altri>> dice un esperto, subito contraddetto da un altro :<< Sì, come no? Se lo tagli invece di tirarlo su con la radice, allora davvero lì non ci nasce più nemmeno l’erba!!!<< Insomma, ognuno ha le sue idee in merito alla raccolta degli asparagi selvatici, ma di sicuro in effetti non c'è nulla, perché di intenditori veri e propri non ce ne sono molti. In primavera si vedono sbucare dagli anfratti su via Boccea uomini talora donne, di tutte le età, con mazzolini più o meno fronzuti del prelibato ortaggio. Un paio di consigli però agli impavidi della raccolta: prima di tutto bisogna imparare a non farsi correre dietro dai cani da pastore e quindi evitare le aree dove ci sono le pecore al pascolo. Secondo e non meno importante, meglio indossare gli stivali per possibili serpenti e guanti per l'ortica, anch'essa buona da mangiare, se trattata nel modo giusto. Si potrebbe infine stilare una lista o un vademecum per raccoglitori alle prime armi e consigliare loro di evitare le proprietà private..! L'asparagus officinalis si può trovare dalla primavera all'estate inoltrata e per raccoglierlo al meglio ci sono due tecniche. La prima prevede di reciderlo quando ancora è tenero, a circa 20 cm dalla punta. Ciò può avvenire se l'asparago è abbastanza lungo, staccandolo nella parte non legnosa. Così facendo, la parte che rimane del fusto spiga ed emette nuovi getti laterali.
Laura Antonelli [Articolo pubblicato sul giornale La Cicala Parla - marzo aprile 2023]
https://www.lacicalaparla.altervista.org/
martedì 21 giugno 2022
Prontuario ironico delle piccole frustrazioni quotidiane
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| Prontuario ironico delle piccole frustrazioni quotidiane |
Di solito genera frustrazione il mancato appagamento di un desiderio o il non raggiungimento di un fine. Tale sensazione può derivare sia da grandi che piccoli eventi. Proponiamo un elenco fra il serio e il faceto, delle frustrazioni minime, comuni a molti.
Dentifricio - quando sta per finire impossibile spremere il tubo e far uscire il poco che resta.
Telefono cellulare - squilla in casa e non si sa dove sia... Classico trovarlo all'ultimo squillo.
Bilancia pesapersone - va sempre un chilo avanti.
Parcheggio - non si trova mai
Chiavi - come il parcheggio...
Auto lavata di fresco: pioggia!
Occhiali - da pulire, appannati, o da un'altra parte...
Scarpe - nuove, attirano maltempo, fango ed escrementi.
Brufolo - immancabile prima di un giorno importante.
Biscottino - l'ultimo è stato mangiato da qualcun altro
Patatina fritta - come biscottino
Cioccolatino - vedi biscottino e patatina
Ago - nel cercarlo inutilmente, facile trovare altri oggetti anche dimenticati, che si cercavano anni addietro.
Borsa - un pozzo senza fondo, dove annaspare alla ricerca del portafogli, per trovare nel frattempo, chiavi di qualunque cosa, agendine, kleenex, caramelle, cellulare, ecc. ecc.
Tessera del supermercato - sta sempre dove non si era messa.
Supermercato, carrello: immancabile il guantino per la frutta lasciato dentro...
Punti - completata la scheda, per il premio più utile la differenza è di almeno 20. 25, euro...
Matrimonio - se non è il proprio cosa che aprirebbe a un ventaglio di infinite possibilità, di sicuro l'abito da cerimonia indossato si rivela troppo leggero se è inverno, troppo pesante se è in estate, sempre con qualcosa che non va in ogni caso.
Parcheggio— si libera appena passati oltre...
Carta igienica– finisce sempre al momento sbagliato
Computer - ci mette un secolo a caricare, specialmente se si ha fretta...
Centesimi - non si fa mai in tempo a contarli
Domenica - colazione, finito il caffè, il latte o il tè.
Gratta e vinci - non vinci!
Laura Antonelli Copyright 2022 (Articolo pubblicato sul giornale La Cicala Parla - Giugno/luglio 2022)
lunedì 20 giugno 2022
C'era una volta...
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| C'era una volta... |
Come molti altri sono cresciuta in un'epoca in cui la tecnologia era agli albori. Non è un ricordo soltanto mio quello della TV in bianco e nero con soli due canali e priva di telecomando, che per cambiar canale si faceva la conta ad alzarsi... Lentamente ho visto il telefono cellulare sostituire i gettoni per telefonare, le buste di plastica rimpiazzare il cartoccio e la sporta dal salumiere. I piccoli negozi di alimentari sparire, per lasciar spazio alle grandi catene di supermercati. In estinzione anche il gelataio munito di carrettino e immancabile, festante, codazzo di ragazzini. Poi le belle bilance “Stadera” con il tipico stilo tarato a Kg e il piatto metallico sorretto per tre lati da una catena, messe via per utilizzare altri congegni. Agli appuntamenti presi per telefono, quello fisso di casa - l’unico che esistesse – bisognava arrivare puntuali poiché non c’era modo di avvisare in caso di ritardo. Lo scaldasonno ha sostituito “il prete” come chiamata dialettalmente la struttura in legno alquanto ingombrante, da introdurre nel letto da scaldare, corredata di braciere. Ho visto il cielo più azzurro perché privo di smog, conosciuto le stagioni con il loro rassicurante ritmo, il mare in tempesta mi ha regalato tante conchiglie. Soli si stava raramente, le famiglie erano patriarcali, gli anziani donavano la loro esperienza e i piccoli la gioia di vivere. Oggi con gli indubbi vantaggi apportati dalla tecnologia, si vive meglio e più comodi in genere. Tramite computer è facile giungere in qualsiasi parte del mondo in pochi minuti e trovare, talora ritrovare, amici lontani. Tolto l’isolamento emotivo che caratterizza l’epoca, forse causato dalla mancanza di concreti rapporti umani e da uno sfaldamento in generale della famiglia, malgrado altre note problematiche, direi che “non possiamo lamentarci”, frase sibillina molto in uso nella Russia anni 50...! Certo, ogni tanto un po’di nostalgia, ma anche il grande previlegio di aver assistito agli anni che hanno cambiato la storia e l’immagine del mondo.
Laura Antonelli Copyriht(Articolo pubblicato sul guiornale di zona "La Cicala Parla" 2022)
domenica 19 giugno 2022
Casalotti, Borgo Ticino e i colori del mercato coperto
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| Casalotti, Borgo Ticino e i colori del mercato coperto. |
Il sole ha iniziato a scendere ed è quasi buio, anche se ancora si distinguono i contorni dei palazzi intorno, nell’arancione infuocato del tramonto. Seduta nell’abitacolo illuminato, scarto il cioccolatino, ne assaporo deliziata il gusto pieno, di cacao e nocciole tostate, leggo il minuscolo bigliettino bianco, dove a sorpresa trovo scritta soltanto una parola: “colori”. Insolito! Lo giro e rigiro tra le dita, nulla, non c’è altro.
mercoledì 25 maggio 2022
Negli stornelli romani "fiore de canna"
giovedì 31 marzo 2022
Dicerie a Roma
Laura Antonelli [Copyright] . Articolo pubblicato sul giornale 'La Cicala Parla' gennaio/ febbraio 2022





