Le donne dell'antica Roma conobbero una crescente emancipazione, tanto che in
epoca imperiale, vennero anche accusate di trascurare i loro doveri di
mogli e madri per dedicarsi a mestieri considerati tradizionalmente
maschili. Le donne romane patrizie ricevevano una buona educazione per
questo vi furono nella storia diverse figure intellettuali al femminile,
delle quali la più nota Cornelia, madre dei Gracchi, lodata per le sue
epistole persino da Cicerone. Esistevano
fra l'altro donne gladiatore o gladiatrici. Le giovani potevano andare
in sposa anche all'età di 12 anni! L'adulterio era considerato un reato
solo se commesso dalla donna, se il pater familias ne esprimeva la
necessità, veniva punito con la pena di morte. Le donne indossavano il
perizoma, una fascia per il seno (strophium, mamillare) o una guaina
(capetium) e una o più tuniche subuculae, intessute con lana o lino ed
in genere prive di maniche. Sopra la subùcula veniva indossato il
sùpparum oppure la stola fermata in vita da una cintura (cingulum). Se
l’abito della donna onesta doveva essere assai discreto lasciando
scoperto solo il viso, non altrettanta sobrietà veniva tributata agli
accessori; col passare degli anni il rango sociale di appartenenza venne
ostentato con gioielli sempre più vistosi. Secondo le leggi augustee,
una donna doveva avere almeno tre figli oppure ogni lascito ereditario
sarebbe finito in mano ai parenti del marito o allo stato. Assolto il
proprio dovere, le donne utilizzavano spesso pozioni contraccettive o
abortive allo scopo di scongiurare altre gravidanze che avrebbero potuto
essere loro fatali.Letteratura, musica, arte, scienza, storia, attualità, pettegolezzi o gossip, mistero... Questo Blog è stato ideato per trattare gli argomenti più disparati.
mercoledì 24 ottobre 2018
Cornelia e le altre
Le donne dell'antica Roma conobbero una crescente emancipazione, tanto che in
epoca imperiale, vennero anche accusate di trascurare i loro doveri di
mogli e madri per dedicarsi a mestieri considerati tradizionalmente
maschili. Le donne romane patrizie ricevevano una buona educazione per
questo vi furono nella storia diverse figure intellettuali al femminile,
delle quali la più nota Cornelia, madre dei Gracchi, lodata per le sue
epistole persino da Cicerone. Esistevano
fra l'altro donne gladiatore o gladiatrici. Le giovani potevano andare
in sposa anche all'età di 12 anni! L'adulterio era considerato un reato
solo se commesso dalla donna, se il pater familias ne esprimeva la
necessità, veniva punito con la pena di morte. Le donne indossavano il
perizoma, una fascia per il seno (strophium, mamillare) o una guaina
(capetium) e una o più tuniche subuculae, intessute con lana o lino ed
in genere prive di maniche. Sopra la subùcula veniva indossato il
sùpparum oppure la stola fermata in vita da una cintura (cingulum). Se
l’abito della donna onesta doveva essere assai discreto lasciando
scoperto solo il viso, non altrettanta sobrietà veniva tributata agli
accessori; col passare degli anni il rango sociale di appartenenza venne
ostentato con gioielli sempre più vistosi. Secondo le leggi augustee,
una donna doveva avere almeno tre figli oppure ogni lascito ereditario
sarebbe finito in mano ai parenti del marito o allo stato. Assolto il
proprio dovere, le donne utilizzavano spesso pozioni contraccettive o
abortive allo scopo di scongiurare altre gravidanze che avrebbero potuto
essere loro fatali.L'arte del pettegolezzo (utilita' sociale di un vizio comune)
Dicono che aiuti la socialità,
poiché parlare, cioè sparlare, di altre persone in loro assenza,
permette di esercitare una sorta di controllo del "territorio" di tipo
psicologico, abbassando il livello dello stress, con una funzione
terapeutica. Diffondere informazioni sulla persona che secondo il vostro
parere si è comportata male, tende a farvi sentire meglio, evitando la
frustrazione di un eventuale sentimento di impotenza. Spesso non è
necessario aver subito un danno diretto,
o un torto, per innescare il meccanismo del pettegolezzo, dato che si
tratta di un tentativo altruistico di salvare qualcun altro da eventuali
pericoli. Ma il pettegolezzo ha più declinazioni: può essere gossip,
indiscrezione, diceria, chiacchiera. Il tipo più carino, salottiero, è
quello di "genere discorsivo", sempre praticato in assenza del diretto
interessato o degli interessati, si svolge in maniera amabile, in una
sorta di interazione conversazionale, che non pone mai l'accento in
maniera pesantemente malevola sull'operato del soggetto preso in
considerazione, limitandosi a rilevarne in chiave umoristica i difetti,
in una sorta di gioco. Questo tipo di pettegolezzo di solito non ha
conseguenze negative, perché non tende a minare la credibilità della
persona, essendo per sua natura privo di dettagli e non moralizzante.
Laura Antonelli C. ( pubblicato su "La Cicala"15/08/2014)
CIBI "DI CONFORTO" CHE DELIZIANO IL CERVELLO
A provocare il desiderio di cibo è un abbassamento della Serotonina, importante neurotrasmettitore sintetizzato nel cervello, che regola voglia di cibo, umore, senso di sazietà, , sonno, aggressività, ansia e altro ancora. Quando si ha un grande desiderio di cibo, è in atto un 'abbassamento di questa sostanza, pertanto si tende a colmare il "vuoto", anche emotivo, con cibi che contengano molto zucchero ed entrino rapidamente in circolazione nel sangue, come i carboidrati ad alto indice glicemico. Tali carboidrati sono contenuti nel pane bianco, nella pasta, nei dolci, nelle patatine, nei cracker, caramelle, cerali, bibite succhi di frutta e via di seguito. Il livello di insulina si innalza, il Triptofano entra nel cervello per divenire Serotonina. La rapida conseguenza di tutto questo processo è un immediato buon umore e da depressi si diventa allegri, comunicativi, capaci di trovare soluzione a problemi poco prima ritenuti insormontabili. Ecco il motivo principale per cui molti sono attratti, in modo particolare la sera davanti alla TV, o in determinati periodi di nervosismo, dal cosiddetto "cibo spazzatura" che spesso, - è bene ricordarlo,- causa obesità!
Laura Antonelli C. (Pubblicato su "La Cicala")
Le sacre edicole di Roma
Dette dai romani “Madonnelle”, le sacre edicole della capitale, sono
comunemente a soggetto sacro mariano. Si possono vedere agli angoli di
vecchi palazzi, torri e campanili. Dipinte ad affresco, o su tela,
scolpite in rilievo, di marmo, terraccota, rappresntano l’espressione
popolare della devozione verso la Madonna e alcune sono vere e proprie
opere d’arte. Queste con i loro lumi votivi, rischiaravano nella notte
il viandante che si avventurava in una
Roma completamente buia. Alcune madonnelle furono protagoniste di
prodigi, tuttavia quello più famoso si ebbe nel 1796, operato
all’unisono da svariate madonnelle. A partire dal 9 luglio, per un
periodo di circa tre settimane, alcune immagini della Madonna, poste in
diversi punti della città cominciarono a muovere gli occhi. In quei
giorni lo Stato Pontificio era minacciato dalle armate francesi e il
popolo che temeva un’invasione, interpretò l’evento come un cattivo
presagio, confermato due anni dopo quando Roma venne in effetti presa
dalle truppe Napoleoniche.Da"La Cicala" giornale 2014
Quando d'amore si muore
Donne innamorate, più spesso vittime di una dipendenza affettiva,
compagne, mogli, che subiscono violenze psicologiche e fisiche, si
lasciano maltrattare, pur di continuare a sentirsi importanti "amate".
Parliamo di persone adulte che subiscono comportamenti coercitivi da
parte di un pari e non trovano la forza di ribellarsi. La violenza, sia
essa fisica che psicologica, porta chi la subisce alla disistima più
totale di se stesso, sino ad arrivare al punto
di non riuscire più a spiegare cosa veramente provi, dato lo stato di
profonda prostrazione e annullamento della personalità. Tali sentimenti
auto svalutativi, impressi in anni di soprusi, possono in modo
paradossale, portare la vittima a giustificare il suo aggressore
sviluppando un sentimento di gratitudine, poiché non di rado il
maltrattante interpreta alternativamente il ruolo di vessatore e
salvatore, generando ancor più confusione e senso di colpa all'idea di
denunciare gli abusi o di concludere la storia. In una società
nettamente patriarcale sulla donna grava inoltre, una forte pressione
sociale poiché storicamente è suo il compito di tenere unita la
famiglia, o di fare in modo che la relazione di coppia funzioni, non
tenendo minimamente conto di quanto debba subire per riuscirvi. Così
molte donne imputandosi colpe che non hanno, restano loro malgrado
invischiate in spirali di coercizione e annullamento, in alcuni casi con
letali conseguenze.
Laura Antonelli C.
La dama con l'ermellino
Giornale "La Cicala Parla" (anno 2015)
Rubrica "Arte romanzata"
:<< Madonna ve ne prego, smettete di guardare vostro fratello,
in fondo è un bravo figliolo, ogni tanto si sa combina qualche
birbonata ma lo fa così, giusto per ridere, per divertirsi con i
compagni... Il vostro ritratto è perfetto così e vedrete che il vostro
promesso lo gradirà moltissimo. Beh, non è esattamente quello che
volevate mandargli per dimostrare a Sua Signoria che la stessa passione
infiamma i vostri cuori... Alla fine io
sono soltanto un pittore e credete, non potevo fare di meglio. Siete
bellissima ed è questo che conta quando ci si deve sposare. L'amore per
gli animali eleva l'anima, ancor di più se questo amore è rivolto a
tutti. Sì il vostro promesso adora i gatti ma non è colpa mia se non
avete trovato il vostro e al suo posto vostro fratello ci ha messo
l'ermellino, cambieremo il nome dell'opera, invece di intitolarla "La
dama con il gatto" la intitoleremo "La dama con l'ermellino", vedrete
che piacerà moltissimo ugualmente...>>.
Paola A.
Paola A.
Un po’ di Storia... La “Dama con l’ermellino” è un dipinto di Leonardo
da Vinci del 1488-1490, ora esposto al castello del Wawel di Cracovia.
La donna ritratta è Cecila Gallerani. L’opera viene datata a poco dopo
il 1448 quando Ludovico il Moro, di cui Cecilia Gallerani era l’amante,
ricevette il prestigioso titolo Onorofico di cavaliere dell’Ordine
dell’Ermellino dal Re di Napoli. L’ermellino raffigurato nel ritratto a
un’analisi della sua morfologia, appare tuttavia più simile a un
furetto.
Paola Antonelli
[articolo pubblicato sulla Cicala gennaio/febbraio 2015
Copyright sulla rubrica"Arte Romanzata"]
Consigli per chi vuol dare in adozione un animale in tranquillità.
Il mondo delle inserzioni pullula di annunci riguardanti amici
pelosi cani e gatti da adottare... L'intento dei proprietari spesso e
tra i più nobili, ma a volte la fretta di allocare il cucciolo è una
cattiva consigliera. Infatti prima di dare in adozione un animale a
degli sconosciuti è bene controllare che gli stessi, non abbiano già
adottato altri animali poi misteriosamente scomparsi,o che non si sia in
prossimità di festività sacrileghe. Si
raccomanda all'uopo grande scrupolosità a di chi dona o vende cuccioli
di qualunque specie. Poichè spesso è difficile riconoscere i
malenzionati dalle persone realmente interessate, ecco alcuni i punti su
cui non transigere.
1) Fare dei controlli pre e post affido
2) Richiedere l'impegno a effettuare tutte le profilassi preventive (vaccini, sverminazioni, filaria….) da riportare sul libretto sanitario
3) Richiedere la regsitrazione (se cane) presso l’anagrafe canina locale con l’inserimento del microchip se ne fosse ancora sprovvisto
4) informare l’affidante e l’anagrafe canina di ogni eventuale cambio di domicilio e/o residenza
5) non cedere l’animale a terzi senza il vostro consenso e contattarvi se non può più tenerlo
6) comunicare senza indugio lo smarrimento/il furto/la fuga o il decesso dell’animale a voi e all’anagrafe canina;
mostrarvi l’animale qualora voi lo chiediate (cioè i famosi controlli post-adozione...)
7) non detenere MAI l'animale a catena, in serraglio o in altri luoghi non idonei
8) restituirvi l’animale su vostra richiesta qualora constatiate che le precedenti condizioni non vengano rispettate
Tali punti tendono solo a tutelare l'animale, richiedendo condizioni che qualunque amante di animali dovrebbe rispettare... Per questo se l'adottante dovesse rifiutarle bisognerà valutare!!!!
Ps. Per far rispettare tali punti esistono on line moduli prestampati da scaricare per cane o gatto.
2) Richiedere l'impegno a effettuare tutte le profilassi preventive (vaccini, sverminazioni, filaria….) da riportare sul libretto sanitario
3) Richiedere la regsitrazione (se cane) presso l’anagrafe canina locale con l’inserimento del microchip se ne fosse ancora sprovvisto
4) informare l’affidante e l’anagrafe canina di ogni eventuale cambio di domicilio e/o residenza
5) non cedere l’animale a terzi senza il vostro consenso e contattarvi se non può più tenerlo
6) comunicare senza indugio lo smarrimento/il furto/la fuga o il decesso dell’animale a voi e all’anagrafe canina;
mostrarvi l’animale qualora voi lo chiediate (cioè i famosi controlli post-adozione...)
7) non detenere MAI l'animale a catena, in serraglio o in altri luoghi non idonei
8) restituirvi l’animale su vostra richiesta qualora constatiate che le precedenti condizioni non vengano rispettate
Tali punti tendono solo a tutelare l'animale, richiedendo condizioni che qualunque amante di animali dovrebbe rispettare... Per questo se l'adottante dovesse rifiutarle bisognerà valutare!!!!
Ps. Per far rispettare tali punti esistono on line moduli prestampati da scaricare per cane o gatto.
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